Il castello della Rancia di Tolentino tra fantasmi e briganti

Percorrendo la statale 77, all’altezza di Tolentino si nota un castello perfettamente conservato, che caratterizza in tutta la sua imponenza il territorio circostante.

Si tratta del Castello della Rancia, che da 6 secoli domina questa vallata a dispetto delle ingiurie del tempo.

Per noi maceratesi è uno spettacolo familiare, tante sono le volte che lo abbiamo incrociato passando, ma continua sempre ad attirare l’attenzione di grandi e piccoli.

Chi di noi non ha trascorso qualche minuto a spiegare ai bambini che con le arance non c’entra niente?

Il Castello della Rancia è in effetti un maniero un po’ particolare.

Oltre al nome singolare, non si trova nemmeno in alto come è per la maggior parte delle strutture difensive, ma di questo parlerò tra poco.

castello della rancia tolentino

 

Di recente sono tornata a visitarlo, famiglia al seguito, in occasione del La Notte dei Musei.

Questo evento, giunto alla quarta edizione è dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano e si univa al Gran Tour Musei.

Tra le tante proposte che in Regione permettevano di visitare, nottetempo, tante meraviglie in tutto il nostro territorio, il Castello della Rancia offriva un’esperienza che ho trovato particolarmente family friendly.

Storie di briganti e di fantasmi al Castello della Rancia

Era questo il suggestivo titolo dell’iniziativa che, unito alla vicinanza a Macerata, nostra città di partenza, è stato decisivo per fissare la nostra meta.

Siamo quel tipo di famiglia che ama vivere nuove esperienze insieme ai bambini e siamo anche particolarmente sensibili al fascino della storia e del folklore!

Il nostro equipaggio era composto da 5 bambini dai 6 ai 9 anni e 6 adulti, tutti molto incuriositi dalle sorprese che avremmo incontrato.

Ma perché si chiama Rancia?

Il nome Rancia deriva probabilmente dalla parola “Grancia”, cioè granaio, “grange” in francese, che proviene a sua volta dal latino “granica”.

Con questo nome alcuni ordini monastici chiamavano i loro magazzini fortificati di derrate alimentari e infatti Inizialmente veniva usato dai monaci cistercensi della vicina Abbadia di Fiastra a questo scopo.

Tra il 1353 e il 1357 Rodolfo II da Varano lo fortificò e venne usato anche come dimora signorile, ma nel 1581 venne ulteriormente trasformato e diventò anche casa colonica per ospitare pellegrini.

Passato in proprietà della Camera Apostolica nel 1773, nel 1829 venne venduto ai nobili Giustiniani Bandini, mentre oggi è proprietà del Comune di Tolentino.

Gli spettri di una brigantessa e di un brigante a farci compagnia

La nostra visita guidata, partita dalla metà del ponte di accesso alla struttura si è subito rivelata piuttosto intrigante:

dalla finestra della torre sono infatti apparsi due personaggi inquietanti, vestiti di bianco e dalle sembianze irreali, che ci hanno seguito per tutto il tragitto, raccontandoci poi la loro storia.

castello della rancia Mazzarantana

Da queste parti infatti si racconta che tanto tempo fa si aggirava una famosa brigantessa, chiamata La Mazzarantana, che agiva in coppia col suo compagno, conosciuto come Lu Ragnu.

I due per lunghi anni batterono le campagne della zona, aggredendo, derubando e taccheggiando chiunque incontrassero nel loro girovagare.

La loro storia tuttavia ebbe un finale tragico ed efferato:

si narra infatti che una notte avessero trovato riparo per dormire nel forno di un contadino, il quale, stanco dei loro soprusi, senza farsi vedere li chiuse dentro e lo accese, uccidendoli in modo atroce.

Questo fatto avvenne nei proprio nei pressi del Castello della Rancia, dove sembra che ancora oggi le due anime in pena si aggirino senza pace…

mazzarantana lu ragnu tolentino

 

castello della rancia

Sono tante le storie e le leggende che ruotano attorno a questo castello maestoso:

grazie alle guide che conducono la visita è possibile conoscerle e rendere in questo modo l’esperienza molto accattivante anche per i bambini.

Il tour guidato della notte dei Musei, patrocinato dal comune di Tolentino, è stato organizzato dalla Cooperativa sociale Meridiana, che gestisce i Musei civici di Tolentino, in collaborazione con le Guide delle Marche e col progetto attoriale di Avalon Tour Tolentino.

Dai Piceni alla scarpetta di Cenerentola

Nel Castello della Rancia ci sono poi altre due sorprese: al suo interno si trova infatti il Museo Archeologico Aristide Gentiloni Silverj e un’esposizione dedicata alla locale Compagnia teatrale della Rancia.

Il primo testimonia la storia più remota del territorio, conservando materiali scoperti in zona e appartenuti alla popolazione picena e all’epoca romana.

Bambini e bambine sono rimasti affascinati dalle punte di lancia, dai monili, dagli oggetti di uso quotidiano ancora perfettamente conservati e anche dall’accuratissima pettinatura della principessa Giulia figlia di Tito.

Pare che la matrona romana avesse lanciato la moda di sfoggiare ricci perfetti, che si ottenevano arricciando le ciocche di capelli attorno a dei ferri arroventati.

Peccato che i parrucchieri dell’epoca avessero ancora molto da imparare perché quella soluzione pare che portasse inesorabilmente alla perdita di tutta la chioma…

museo archeologico silverj tolentino

 

giulia figlia di tito museo archeologico tolentino

La seconda collezione invece è davvero spettacolare: qui è infatti esposta l’attività trentennale della famosa compagnia teatrale della Rancia.

Sono loro produzione i musical più famosi portati in scena nei teatri di tutta Italia negli ultimi decenni, da “Grease” a “Cantando sotto la pioggia” e molti altri spettacoli.

Passeggiando nelle antiche sale del Castello ci si può quindi trovare circondati da costumi, scenografie, oggetti di scena tra i più svariati, come il vestito e la famosa scarpetta di Cenerentola!

esposizione della compagnia della rancia

 

vestito di cenerentola castelo della rancia

Qualche accorgimento per la visita con i bambini

La visita al Castello della Rancia è adatta a tutti, ma sicuramente dall’età scolare in su i bambini potranno apprezzare maggiormente l’esperienza.

Sconsigliati i passeggini: ci sono diverse scale da fare, provvedete con il babywearing.

Il parcheggio di fronte al castello è ampio e gratuito.

Per ulteriori informazioni: http://www.tolentinomusei.it/

 

Per scoprire le Marche nel dettaglio consiglio poi di visitare il blog ufficiale del turismo della Regione Marche .

Nel sito della Regione è poi possibile scoprire tutti i Musei della regione Marche.

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