Allattamento: così si può migliorare

Iuliana Mirza, naturopata, spiega ai lettori di mammemarchigiane.it quali sono i rimedi naturali per poter migliorare l’ allattamento

La produzione di latte materno, che ha inizio a breve distanza dalla nascita del piccolo, con alcuni rimedi naturali può essere stimolata e resa più abbondante.

Il seno si modifica e si prepara a produrre latte sin dai primi tempi della gestazione.

Delegati a questa importante funzione sono gli acini mammari, piccoli corpuscoli presenti all’interno della ghiandola mammaria che comunicano tra di loro attraverso alcuni canalicoli.

Questi sboccano poi all’esterno (proprio all’altezza del capezzolo) con un condotto più ampio.

Anche se gli acini diventano in grado di produrre latte sin dalla gravidanza, la secrezione dell’alimento vero e proprio inizia, però, a breve distanza dalla nascita del piccolo, quando prende il via la montata lattea.

Con la su suzione, inoltre, il bebè mantiene attivo questo meccanismo, facendo sì che il seno si riempia nuovamente di latte.

Nonostante ciò, soprattutto nei primi tempi dell’allattamento, può essere molto utile ricorrere all’aiuto della natura per migliorare e per rendere più abbondante la produzione “dell’alimento” materno.

La Galega è la più indicata

La pianta più indicata per incrementare la lattazione è la Galega, che ha la proprietà di stimolare la secrezione lattea.
Grazie ai suoi principi attivi (galegina, galuteolina) migliora la circolazione sanguigna a livello della ghiandola mammaria, stimolando la secrezione lattea.

Usata in tisana, garantisce anche una certa quantità di liquidi che durante l’allattamento sono importanti per l’organismo materno.

La pianta può essere usata da sola, infondendone per 15 minuti 5 grammi in una tazza di acqua bollente.

Dopo avere filtrato, le dosi indicate sono di 2-3 tazze al giorno.

Si può ricorrere anche a una tisana nella cui ricetta rientrano altre piante che aumentano ulteriormente la secrezione lattea.

Per aiutare e incrementare la lattazione si può ricorrere anche alla tintura madre di galega: ne sono sufficienti 40 gocce per 3 volte al giorno. Vanno assunte dopo la poppata per preparare e stimolare il seno a nuova lattazione.

Vanno diluite in poca acqua e trattenute in bocca perché siano assorbite al meglio, prima di deglutirle.

Il Finocchio coadiuva l’azione della galega nello stimolare la produzione della’alimento materno e, per di più, protegge il piccolo da eventuali coliche gassose.

L’Equiseto è ricco di Sali minerali, nutrienti fondamentali in un momento come quello dell’allattamento.

Se l’allattamento determina una certa stanchezza e un forte affaticamento della mamma, si può affiancare alla galega anche la tintura madre di eleuterococco, una pianta che rende più resistenti alla fatica fisica e nervosa.

Ne sono sufficienti 40 gocce che vanno assunte la mattina, possibilmente lontano dalla poppata.

Il cumino o la tisana di cumino è un altro noto galattogogo(la sostanza in grado di promuovere ed aumentare la produzione di latte).

La tisana di cumino è raccomandata subito dopo il parto perché, oltre a stimolare l’allattamento, aiuta ai problemi di digestione della neo mamma, aiutando anche il bambino a eliminare il gas e a lenire il dolore allo stomaco, giacche viene secreta nel latte materno.

Il lampone e la tisana di lampone sono indicati immediatamente dopo la nascita, perché non è solo un galattogogo, ma aiuta anche a rafforzare l’utero dopo la nascita, essendo conosciuto come “tonico uterino”.
Contiene molte vitamine e minerali utili al corpo.

Iuliana Mirza

 

Per ogni necessità, informazione, consiglio, la naturopata Iuliana Mirza riceve nei suoi studi di Porto Sant’Elpidio in via Sicilia 108 e a Macerata in via Arcangeli 21.

allattamento madre con bimbo

 

**************

– post sponsorizzato – 

**************

Iuliana Mirza Naturopata

Iuliana Mirza naturopata logo

https://iulianamirzanaturopata.com/

 iulianamirzanaturopata@gmail.com

FB: Iuliana Mirza Naturopata

 

 

 

1 comment for “Allattamento: così si può migliorare

  1. Enrica De Santis
    23 Ottobre 2017 at 12:16

    Artcolo molto interessante. Vale la pena però precisare che il ricorso a sostanze galattogoghe deve essere preso in considerazione dopo che un operatore debitamente formato in allattamento abbia attentamente valutato le difficoltà e le problematiche specifiche e si sia intervenuti, se necessario, su posizione, attacco e suzione efficaci del bambino, quindi sul drenaggio efficace del seno, e sulla frequenza delle poppate. Laddove, nonostante questi accorgimenti, la produzione stenti ad aumentare o in situazioni in cui il bimbo non può o non riesce ad attaccarsi al seno e la mamma può contare solo sull’estrazione manuale o con tiralatte, i galattogoghi possono essere una grande risorsa. Proprio per il meccanismo della domanda e dell’offerta, per il quale il seno si calibra in base alla richiesta, prima di ricorrere a questi preziosi aiuti, bisogna verificare che ci sia un’effettiva difficoltà di produzione. Al contrario, si può rischiare una sovraproduzione che, se non debitamente gestita, predispone il seno e quindi la mamma ad altri tipi di problematiche. È sempre importante, quindi, lavorare in sinergia 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.