Il 15 Ottobre è la giornata Internazionale della sensibilizzazione sulla perdita in gravidanza e dopo la nascita, nei suoi aspetti medici, psicologici e psicosociali.

Lo scorso anno l’associazione Onlus “CiaoLapo” e la sua rete di sessanta diversi enti e istituzioni hanno parlato di questo argomento, portando la consapevolezza in 50 diverse città. Nel 2016 anche le Marche rispondono, organizzando una giornata a Jesi.

Istituito negli anni ’80 per la prima volta negli Stati Uniti, il Baby Loss Awareness Day ricorda l’importanza della conoscenza nell’ambito della perdita infantile e perinatale, un argomento di cui si parla ancora troppo poco sia in Italia che nel resto del mondo.

Parlare di morte intrauterina, aborto, morte neonatale e morte improvvisa del lattante (sudden infant death syndrome, SIDS), rappresenta un’ opportunità per informare, insegnare, educare, sostenere la causa e dare una spinta nella direzione della ricerca e della prevenzione.

Il lutto perinatale  rappresenta una tragedia inconsolabile: l’incontro con la morte avviene infatti nel momento in cui più si dovrebbe celebrare la vita, la nascita del proprio figlio.

A causa della sua drammaticità si tende a circondare le persone colpite da questo dramma nel silenzio, che però ostacola l’importante processo di elaborazione del lutto.

I genitori si trovano spesso ad affrontare da soli le conseguenze di questa tragica perdita: ricevere la triste notizia, scegliere la sepoltura, effettuare esami post-mortem,  ritornare nella casa vuota, al lavoro e alla routine, ormai profondamente cambiata.

La giornata del 15 ottobre ha l’obiettivo di rompere questo pesante silenzio, per dare voce al dolore concreto e purtroppo frequente, che colpisce molte famiglie e si ripercuote su tutta la società.

Quest’anno il BabyLoss Awareness Day in Italia sarà dedicato alla conoscenza, che, in quanto tale, protegge.

Protegge i genitori dalla sofferenza generata dall’ignoranza, dall’incuria e dall’abbandono da parte degli altri, permettendo loro di compiere scelte consapevoli e informate.

Protegge gli operatori dalla sensazione di confusione, impotenza e tensione che si associa spesso a una diagnosi infausta in gravidanza o dopo la nascita: un operatore  dotato di strumenti appropriati proverà empatia per la coppia, e tristezza, ma sarà consapevole anche di tutte le sensazioni, le emozioni e i pensieri che sperimenta, così da poterli individuare e tradurre in comportamenti appropriati.

Protegge la società, che di fronte al lutto perinatale reagisce molto spesso barricandosi dietro al senso di ingiustizia, di inspiegabilità di impotenza. Da cui nasce l’esigenza di “riparare”, augurando alle coppie di avere altri figli, di ritrovare al più presto la serenità, di tornare felici come meritano. Oppure, e questo avviene quotidianamente nei social ma anche in molti luoghi di cura, dimenticandosi chi è la vittima diretta del lutto che necessita maggiormente di aiuto e supporto qualificati, perché la nostra sofferenza è tale da oscurare quella della persona direttamente coinvolta. Che in questo modo, condanniamo ad essere vittima due volte.

“Perché la gioia come il dolore si deve conservare si deve trasformare”

N. Fabi

APPUNTAMENTO SABATO 15 OTTOBRE, DALLE ORE 16 ALLE 20 A JESI, IN CORSO MATTEOTTI, PALAZZO DEI CONVEGNI

ore 16 banchetto con materiale informativo

ore 18 incontro informativo di sensibilizzazione sul lutto perinatale presso la Sala Maggiore

ore 19 onda di luce

tutte le informazioni: www.babyloss.info