Dottore, mio figlio di notte digrigna i denti! E’ grave? Il bruxismo nei bambini

Questa domanda mi viene posta molto di frequente dalle mamme.

Effettivamente il digrignamento notturno dei denti (bruxismo notturno) è molto frequente nella fase della dentizione da latte e/o mista, dai 3 ai 7-8 anni e altrettanto frequentemente scompare con la crescita ed il completamento della permuta della dentatura permanente.

Il bruxismo è un’attività ripetitiva dei muscoli della mandibola caratterizzata dal serramento e dal digrignamento dei denti e dalla tensione dei muscoli masticatori. Il bruxismo ha due distinte manifestazioni in relazione al ritmo circadiano: può avvenire durante il sonno (indicato come bruxismo del sonno) o durante la veglia (indicato come bruxismo della veglia).

Nell’adulto il bruxismo , non essendo di solito reversibile spontaneamente, può talvolta comportare dei danni ai tessuti dentali (usura, fig.1) e ai muscoli masticatori (tensione, ipertono e dolorabilità), per cui è importante intervenire con delle apparecchiature (placche occlusali fig.2) che da una parte salvaguardino il tessuto dentale dal consumarsi e dall’altra consentano ai muscoli di rilassarsi.

Fig. 1

Fig. 1

 

Fig. 2

Fig. 2

Nel bambino, invece, è un fenomeno molto frequente, quasi sempre transitorio anche se delle volte può spaventare per il rumore,anche molto forte, prodotto dal violento sfregamento dei denti.

Digrignare i denti durante il sonno non dipende mai e in nessun caso dalla volontà quindi non ci si può aspettare che il bambino possa in qualche modo evitarlo. E’ dunque del tutto inutile raccomandargli di controllarsi al momento della buonanotte.

Non è mai stata individuata un’unica causa a cui attribuire la comparsa di bruxismo.  Di certo si sa solo  che gli episodi di bruxismo sono sempre legati ai cosiddetti “micro-risvegli”, brevissime e improvvise interruzioni del sonno dovute ai più svariati motivi. Qualunque fattore disturbante si renda responsabile di micro-risvegli può dunque essere considerato una concausa.

Tutti gli eventi che sottopongono il bambino a uno stress sono potenzialmente responsabili. L’accumulo di una tensione emotiva durante il giorno facilmente si traduce, infatti, in un sonno notturno caratterizzato da numerosi micro-risvegli.

Tutte le malattie più frequenti nei bambini possono disturbare il sonno notturno, moltiplicando il numero dei micro-risvegli. Ecco allora che ci può essere una precisa relazione tra raffreddore,otite, bronchite, laringite (tanto per citare le più comuni) e episodi di digrignamento dei denti in bambini predisposti. Anche l’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi, il russamento e gli episodi di apnea notturna (interruzione improvvisa e temporanea della respirazione) sono spesso implicati perché, al pari di altri disturbi, possono interferire sulla continuità del sonno.

In genere l’anomalia non desta alcuna preoccupazione, tant’è che può accadere che passi addirittura inosservata o, comunque, non venga neppure menzionata in occasione dei controlli pediatrici.

Un’ipotesi  patogenetica affascinante del bruxismo è quella che lo vede collegato ad un sistema nervoso centrale non ancora maturo: questo spiegherebbe perché  di solito i bambini smettano di bruxare intorno ai 6-7anni , quando il sistema nervoso centrale va solitamente incontro a piena maturazione.

In ogni caso, alla fine di questo elenco di cause, concause e fattori favorenti, possiamo sicuramente affermare che il bruxismo notturno nel bambino raramente è un fenomeno preoccupante: ciò non toglie che debbano essere valutate e possibilmente eliminate le varie situazioni (anatomiche, patologiche, psicologiche) che possono esserne causa.

Con questo piccolo articolo concludo l’anno 2015 , sperando di essere stato utile a qualche mamma  per sciogliere alcuni piccoli dubbi.

Carlo Zagoreo

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