Come funziona il Salesi: una mamma racconta

Il Club delle Mamme continua a pubblicare i racconti delle mamme, che vogliono parlare di una loro scelta, di un loro stile di vita o altro, da condividere con i lettori del sito. Ad esempio la scelta di un particolare tipo di scuola o di educazione, un problema che si è riscontrato, una situazione lavorativa, una protesta, un ricordo, un ringraziamento o altro, tutto quello che ruota attorno alla vita di una mamma della nostra provincia o regione.

Tutte le storie di questo tipo fanno parte della rubrica “Storie di Mamme“.

Chiunque volesse raccontare qualcosa, può scrivere all’indirizzo clubdellemamme@gmail.com

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Oggi a parlare è una mamma, che ha deciso di raccontare la sua visita all’ospedale Salesi di Ancona prima del parto

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Il Salesi organizza per le future mamme un vero e proprio tour guidato all’interno dei vari reparti; per parteciparvi non vi è bisogno di fare nulla tranne prenotarsi perchè bisogna raccogliere almeno un po’ di future mamme.

Vi racconto il mio: COME FUNZIONA IL SALESI. Il Salesi è un ospedale pediatrico dove circolano specializzandi di medicina ci sono principalmente due parti la CLINICA (1°piano) e la DIVISIONE(3°piano) al pronto soccorso si alternano e quindi chi non ha preferenze dovute a scelte o perché lì hanno il proprio ginecologo di fiducia, viene solitamente mandato nel reparto che turna in quel momento. 

Il “reparto” di DIVISIONE ha una sala parto con disegnato sul muro una vista marina, hanno due camere per travaglio, di cui una singola, ma l’altra è una stanza divisa da una porta a soffietto. In Clinica hanno detto esservi altre due sale parto ed una stanza travaglio di 4 posti separati tra loro da porte a soffietto le stanze di degenza dovrebbero essere peggiori nel senso che, se non erro, l’ostetrica ha parlato di una tripla o quadrupla con bagno in corridoio. In entrambe le situazioni consigliano di portare qualcosa che vi isoli dalla vicina (cuffiette con musica ecc…) in quanto si sente tutto.

I fasciatoi nelle stanze fanno pena, hanno l’imbottitura sbudellata, ma forniscono telini da mettere sopra, quindi i fasciatoi a vederli fanno un po’ impressione, con la spugna scoperta in alcuni punti e sicuramente sono covo di germi & co. Ci sono stanze di degenza per solventi al prezzo di €60, ma se arrivano più donne vi viene revocata e messa in stanza una compagna; se avete preso la camera di degenza, per esempio la mattina o il pomeriggio, e la sera devono mettervi un’altra donna, in automatico non pagherete.

I mariti non possono rimanere a dormire a meno che non vi accordiate con la vostra compagna o compagne di stanza e lo comunichiate alla caposala altrimenti da regolamento no per la privacy, religioni, ecc… quando si arriva, a meno che non si abbia un parto programmato (induzione o cesareo), si può parcheggiare nei 10 posti auto gialli posti fuori alla destra dell’ingresso e bisogna comunicarlo (la targa) al pronto soccorso. Nel momento in cui il pronto soccorso fa scattare il ricovero correte a toglierla altrimenti multa.

Il Nido cambia i bimbi all’inizio finché non fanno il meconio, per il resto c’è il rooming-in, quindi il bimbo è sempre con voi, anche durante le visite parentali.

Per fare l’epidurale bisogna programmare una visita con l’anestesista, che è gratis e non ci vuole impegnativa. Raccomandano sempre di farla perché: 1) non puoi sapere cosa vorrai fare in quel momento 2) perché l’anestesia si fa anche in caso di cesareo e spesso arriva a sorpresa.

Come protocolli, oltre all’iniezione di vitamina K e del protocollo oftalmico, vengono fatti senza chiedere consenso come da legge, e purtroppo, a mio giudizio, il protocollo oculare viene fatto anche nel caso in cui il bambino nasca da cesareo. Altri protocolli aziendali sono quello uditivo, che consiste nel mettere dei tappi che emettono suoni al bambino e vedere, se non ho capito male, come torna una sorta di eco. Questo esame è indolore e non c’è bisogno della somministrazione di farmaci, mentre mi ha indispettito un po’ il protocollo per il riflesso rosso dell’occhio, ma non perché lo facciano ma poiché l’infermiera l’ha dato come obbligatorio, mentre non sta né in cielo né in terra che abbia detto una cosa del genere (cos’è un TSO?) e lì mettono un farmaco, un collirio, per allargare la pupilla (non l’avete mai fatto? Io sì è molto fastidioso)e  seppur minime si possono avere controindicazioni. Io lo farò a maggior ragione perché risultata positiva al citomegalovirus ad inizio gravidanza con avidità bassa e credo sia utile, ma darlo per obbligatorio mi sembra ingiusto perché non lo è.

Per il parto loro non fanno emogas da funicolo di protocollo, ma se doate il cordone va reciso entro 60 secondi, altrimenti fanno il taglio del cordone posticipato ovvero aspettano che smetta di pulsare prima di clamparlo e reciderlo…. almeno così mi ha detto l’ostetrica. Fanno, se possibile (forse con un buon APGAR), il pelle a pelle, cioè appena partorite mettono solo la cuffietta al bimbo (quindi cuffietta indispensabile) e dopo aver alzato/sbottonato tutto ed essere rimaste a tette all’aria vi adagiano il cucciolo; se serve la sala parto vi spostano in qualche altra parte. Il pelle a pelle dura, da quanto ho capito, un’oretta e in quel frangente, se il bimbo si attacca è pure meglio, perché prima si attacca, prima arriva la montata e minore sarà il calo fisiologico alla dimissione.

DIMISSIONI: le dimissioni, se non erro, vengono fatte entro le 14, quindi alcuni parti naturali potrebbero essere dimessi in quarta giornata come accade per i cesarei, che quindi potrebbero essere dimessi in quinta: insomma dopo le 14 scivola tutto di un giorno perché non c’è nessuno a dimettervi, niente di grave.

Loro passano tutto: lenzuolini, pannolini, non vogliono i ciucci perché potrebbero interferire con la suzione e relativa montata lattea, quindi loro consigliano no ciucci e null’altro (biberon ecc…) Durante il travaglio si può mangiare una robetta tipo cioccolata ecc… insomma roba che da energia subito, ma non un paninozzo con la porchetta! Per le diabetiche è possibile venga somministrata glucosata ed insulina. Bisogna portare le cosette nostre e tazza, bicchiere, posate e tovaglietta all’americana ed io direi anche spray disinfettanti per superfici e salviette disinfettanti non guastano.

Durante il tour oltre a visitare la struttura e parlare con infermiera, ostetrica e neonatologa ed esporre ogni nostra domanda ci hanno regalato una busta con un riassunto di tutto, le procedure per donare il cordone, pubblicità sulle bomboniere Salesi ed una bellissima bavetta in cotone da ricamare a punto croce

Silvia Antonini

DEPLIANT VISITA GUIDATA OSPEDALI RIUNITI ANCONA

4 comments for “Come funziona il Salesi: una mamma racconta

  1. Ilaria
    18 aprile 2015 at 20:50

    Ho partorito al Salesi due anni fa e devo smentire alcune affermazioni sopra dette: Innanzitutto mio marito mi ha fatto tutte le notte e non abbiamo chiesto il permesso a nessuno..devo dire poi che avevo una stanza con 2 letti, bagno in camera super pulito!! Per quanto riguardano le dimissioni io ho partorito alle 15:07 eppure sono uscita dopo i classici tre giorni!!! Le puericultrici hanno sempre cambiato il mio bimbo
    tutta la degenza e soprattutto io gli ho dato il ciuccio da subito senza che nessuno mi dicesse nulla!! Cmq io mi sono trovata benissimo e partorirei altre mille volte al Salesi…con il dottor Giannubilo…

  2. Barbara
    18 aprile 2015 at 07:03

    Io ho partorito la mia seconda figlia nel 2008, in otto anni di differenza con la prima le cose sono diventate schifose…Allora, purtroppo capita anche che donne incinta nel fine settimana che piove e non hanno nulla da fare, vanno a visitare L’ospedale, sala parto compresa di cui la porta è sempre spalancata, per fortuna che dovrebbe essere una stanza sterile!!! Poi le regole del silenzio rispetto durante la notte vale solo per chi non lavora li dentro, a me è capitato la prima notte che avevo partorito, quindi stanchissima, che una ragazza che lavora li dentro doveva partorire,be alle una passate di notte il corridoio era pieno di persone che facevano un gran casino perché stava partorendo….. Che dire… Un ospedale del genere non so quanto meriterebbe di essere tanto famoso e rinomato… Io ho partorito di notte e a mio marito non hanno fatto mettere neanche il camice!!!

  3. francesca
    17 aprile 2015 at 10:12

    Anch’io ho partorito nel 2010 e non mi sono trovata molto bene per diversi motivi, in primis per il bisogno di assistenza continua avendo fatto cesareo (non programmato) e tenendo il bambino in camera notte e giorno. Secondo me dovrebbero dare la possibilità di scelta se tenere i bimbi in camera o nel nido….

  4. Pamela
    17 aprile 2015 at 07:38

    Ho partorito nel 2010 con cesareo al Salesi ma avevo fatto prima la visita con l’anestesista per l’epidurale poiché era previsto un parto naturale. Nella mia esperienza la questione dell’epidurale si è dimostrata una vergogna e dico perché. Ho dovuto fare un ricovero alla 36a settimana e lì ho trovato alcune ragazze già viste all’incontro con l’anestesista che in quel momento stavano partorendo. Durante il travaglio hanno “ricordato” e infine implorato l’epidurale che avevano firmato sarebbe stata data. I medici hanno continuato a dire “non sei dilatata, non sei dilatata” per non chiamare l’anestesista. Fino a quando non sono arrivate a 8 cm di dilatazione e sono state portate in sala parto. Ho assistito personalmente io a 2 di questi casi. Pur avendo richiesto l’epidurale, ci sono ostetriche non ti mandano a chiamare l’anestesita del piano superiore, non so per quale motivo. Magari ora, dopo 5 anni, le cose sono cambiate, spero! Altre mamme così?

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