Una gravidanza di 24 mesi… e un parto pieno di emozione!

Il Club delle Mamme continua a pubblicare i racconti delle mamme, che vogliono parlare di una loro scelta, di un loro stile di vita o altro, da condividere con i lettori del sito. Ad esempio la scelta di un particolare tipo di scuola o di educazione, un problema che si è riscontrato, una situazione lavorativa, una protesta, un ricordo, un ringraziamento o altro, tutto quello che ruota attorno alla vita di una mamma della nostra provincia o regione.

Tutte le storie di questo tipo fanno parte della rubrica “Storie di Mamme“.

Chiunque volesse raccontare qualcosa, può scrivere all’indirizzoclubdellemamme@gmail.com

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Oggi a parlare è una mamma residente in provincia di Ascoli, che ha deciso di raccontare la sua esperienza di genitore adottivo

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Tutto è cominciato nel novembre del 1999 quando mi è stato chiesto di partecipare ad un convegno su donne, lavoro e maternità.

Al convegno era tutto un parlare di donne, maternità ed astensione dal lavoro, io pensavo alla domanda di adozione presentata da qualche settimana quando mi hanno chiesto di fare il mio intervento: è stato naturale dichiarare alla platea di essere “virtualmente incinta”. 

Ho improvvisamente realizzato il mio stato: una gravidanza virtuale fatta di attesa e preparazione di cui non si conosce la scadenza, non saranno nove mesi ma certamente di più.

Più tempo per prepararsi ma anche più tempo da aspettare.

Niente ecografie ma test per verificare la nostra solidità e determinazione: volevamo completare la nostra famiglia, volevamo un figlio ed avremmo accettato di farci rivoltare come dei calzini.

Un’attesa lunga, accompagnata dai pensieri più diversi e dalla consapevolezza di aver scelto una strada in salita: l’adozione nazionale accettando il famoso rischio giuridico, passando prima per un affido a rischio per sperare poi nell’adozione.

Ogni volta che mi trovavo a parlare di questo leggevo la perplessità negli occhi dei miei interlocutori “Rischio giuridico? La possibilità che ti tolgano il bambino quando ti sei affezionata? Come accettare tutto questo?”.

A noi è sembrato naturale: in fondo ogni gravidanza può essere a rischio e se perdi un figlio frutto di una gravidanza naturale significa perderlo per sempre mentre vedere interrotto un affido vuol dire che una famiglia è riuscita a ricostituirsi anche con il tuo aiuto.

Se credi nella giustizia divina e degli uomini non puoi che essere sereno e consapevole che la volontà si compie anche passando per le tue mani.

Così è trascorso il primo anno fino ad una convocazione: un affido a rischio che certamente non si sarebbe concluso con un’adozione. La migliore occasione per sperimentarci nel ruolo di genitori. È stato un percorso breve ma faticoso in cui ci siamo giocati affianco del Tribunale per il bene di una bimba…..

Poi ancora un anno di silenzio, di attesa, di gravidanza isterica ormai di quasi 24 mesi durante i quali il pensiero era sempre lo stesso: Dovrei fare qualcosa? Telefonare? Fare pressione o semplicemente aspettare?

Un sabato mattina una telefonata con la richiesta di presentarci in Tribunale il lunedì mattina.

Il parto è stato precipitosissimo: dopo il primo allarme del sabato un colloquio il lunedì mattina e poi a conoscerlo.

Ci siamo innamorati subito di lui e il travaglio del parto è stato un lampo, un fulmine d’amore.

L’attesa è stata ampiamente ricompensata e il giovedì sera eravamo a casa in tre.

Come definirlo: ho avuto una lunga gravidanza isterica ed un parto precipitosissimo.

Paola

 

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