Tutti i bambini hanno il diritto di essere bambini: sosteniamo Child Again

Sono venuta a conoscenza tramite la rete del progetto Child Again, che si occupa dei bambini siriani per donare loro aiuti e una speranza per un futuro migliore e ne parlo qui perché questa iniziativa possa avere diffusione e trovare sostegno, continuando ad espandersi tra quanti desiderano mettersi in gioco per aiutare.

Da marzo 2011 in Siria è in corso un conflitto in cui la popolazione civile subisce la violenza di un regime criminale che attacca indiscriminatamente uomini, donne, anziani e bambini. Si assiste alla distruzione di una nazione, alla disgregazione della sua struttura sociale e al venir meno degli usuali ruoli familiari: uomini e donne devono riadattarsi dolorosamente ad una vitapericolosa dentro la guerra o ad una precaria permanenza nei campi profughi. I BAMBINI, che rappresentano il futuro e la speranza di una nazione, in questo scenario sono ancora più vulnerabili e indifesi. La loro infanzia viene quotidianamente negata dalla distruzione e dalla morte che li circonda.

Il progetto è stato creato ed è seguito dal gruppo “Women for Syria”, giovani donne italo-siriane, che, in forma di volontariato, si occupano di offrire del sollievo ai bambini siriani profughi e sfollati: l’intento è di restituire a questi bambini l’infanzia perduta portando loro giocattoli, fornendo materiale scolastico, realizzando con loro attività ludiche e ricreative, fornendo supporto psicologico.

Tutti noi possiamo dare una mano a raccogliere il materiale di cui hanno bisogno, oppure facendo una donazione o intervenendo in diversi modi. Per avere tutte le informazioni al riguardo e per sostenere il progetto, è possibile contattare i responsabili attraverso il loro indirizzo email childagainsyria@gmail.com o anche attraverso la pagina facebook https://www.facebook.com/childagainsyria

Al momento gli aiuti servono specificatamente per comprare più peso  in aereo per il progetto “La solidarietà prende il volo”

Di Nuovo Bambini

Di Yara Al Zaitr

Ti vidi giocare sulle soglie della vita tutto solo,
oh bambino che saltellavi ridendo con passo leggero.
Tentavi di prendere con un gran saltello il volo,
per raggiungere il cielo e sentirti libero.
Sei cresciuto al confine della tua infanzia rubata,
forzato a diventar uomo con ancora in mano il tuo gioco,
Privato della tua innocenza appena sbocciata,
l’han recisa puntando sul tuo fanciullesco cuore il fuoco.
E se un giorno giocavi tra le vie della tua città,
oggi sei diventato alle tue Terre uno straniero.
Lontano da quella che era la tua spensierata libertà,
t’han condannato a divenir della loro guerra prigioniero.
Non è la felicità che ora io vengo a portarti in dono,
poiché dell’allegria è già testimone il tuo sorriso.
E se non ho saputo con te ridere, ti chiedo perdono,
ma non lascerò che strappino la gioia anche al tuo viso.
Perciò dammi la mano ed insieme potremo giocare,
Lo so, non potremo saltellando spiccare il volo.
Ma saltellando oggi bambini possiam tornare,
così se m’insegnerai, non dovrai più rider solo.

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