Quando una tragedia ti cambia la vita: aiutiamo il piccolo Simone

Simone è un bambino molto vivace, come tutti i bimbi. Ha quasi 4 anni e vive a Macerata con la mamma Tiziana, il babbo Massimo e altri due fratelli, Michele e Lorenzo.

Tiziana è innamorata dei suoi piccoli e si occupa di loro con amore infinito, come ogni madre. Ho conosciuto Tiziana e Simone ormai un paio d’anni fa, quando organizzai i primi Mercatini delle Mamme e ci siamo trovati insieme più volte, anche per altre occasioni legate al Club delle Mamme o in giro per la città.

L’estate scorsa sono rimasta davvero sconvolta quando ho saputo che a Simone era successo qualcosa di molto molto grave.

Era 18 maggio del 2012, Simone giocava a casa, mentre la mamma cucinava e maneggiava sui fornelli un pentolone di acqua bollente con il riso. Improvvisamente il dramma:  Simone ha spinto per gioco la mamma dietro le gambe mentre sollevava la grande pentola d’acqua per scolare il riso e tutto il contenuto è caduto sopra al piccolo, che è rimasto completamente ustionato dal volto fino ai piedi.

Simone è stato trasferito immediatamente a Cesena al Centro Grandi ustionati dell’Ospedale Bufalini e grazie alla corsa rapidissima al pronto soccorso si è salvato, perché oggi vive proprio grazie a quei medici che sono tempestivamente intervenuti.

Da quel giorno per Massimo e Tiziana, ma anche per i fratellini di Simone, tutto è stato diverso. Da una quotidianità nelle difficoltà, che ogni famiglia può incontrare, ad un evento che ha cambiato la loro vita.

Sono nati i sensi di colpa di Tiziana, la disperazione di Massimo, il cercare una soluzione che non si trova, se non nella sola risposta che non c’è niente da fare, che bisogna soltanto mettere a Simone delle bende e delle pomate costosissime ogni giorno, poi per quattro volte al giorno cambiare le bende e continuare a mettere creme su creme. Tutto questo con le sole forze di un uomo che lavora, Massimo, in un piccolo negozio per riparazioni di calzature e chiavi.

Tiziana, la mamma, è costretta a lasciare il lavoro per seguire Simone giorno e notte, portando intanto avanti la vita quotidiana, che si è completamente trasformata per lei e per papà Massimo.

Trasferte a Cesena ogni quindici giorni e poi una volta al mese.

Oggi  Simone indossa quasi sempre una maschera che gli nasconde tutto il viso. Se è facile ancora per questo bimbo andare in giro con la maschera in faccia, o a viso scoperto, prendendo la copertura spesso come un gioco, quando tra poco tempo si farà più grande e andrà a scuola, lì incontrerà sicuramente i problemi di una diversità che purtroppo questo mondo sottolinea con l’allontanarti.

Tutto il corpo di Simone oggi è rivestito di una guaina elastica che comprime le sue bruciature.

La pelle è dura come quando dopo una bruciatura si forma una crosta su di essa. Spesso sanguina, anche in piena notte, perché si formano delle piaghe sui fianchi, ed il dolore si fa sentire.

Poi c’è il prurito… la pelle prude e spesso le pomate e le creme a base di silicone non bastano…e con il prurito fastidiosissimo poi Simone ha bisogno di grattarsi, poi si ferisce….

Dal momento della disgrazia molte persone sono state vicine alla famiglia di Simone. Tiziana si è ritrovata a stirare per i vicini di casa, che raccolgono le loro cose lavate e asciugate in una cordata di solidarietà senza eguali, gesti di vera carità tra le persone che i due genitori hanno incontrato in seguito alla tragedia.

Grazie agli aiuti e alla solidarietà delle persone che si sono strette intorno alla famiglia, Tiziana e Massimo sono riusciti a contattare il Prof. Milomir Ninkovic, Capo del dipartimento di chirurgia plastica ricostruttiva, e delle grandi ustioni, presso il centro Clinico di Bogenhausen, a Monaco, in Germania, il quale ha detto loro che è possibile fare qualcosa per ricostruire il volto e le parti del corpo ustionate di Simone, con una serie di interventi di chirurgia plastica e di trattamenti specifici.

Il primo intervento è stato già fatto, il 14 novembre scorso: ora Simone deve affrontarne altri due, il prossimo a febbraio 2014. Gli interventi principali per la ricostruzione del viso sono 2 ed 1 per la gamba ed il piede.

Il primo intervento è costato circa 11.000 euro,

il secondo avrà un costo circa di 15.000/18.000 euro

il terzo di 12.000/15.000 euro circa.

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E’ stata costituita una ONLUS per aiutare Simone (e anche altri bambini che devono affrontare interventi importanti), dal nome

“IL CUORE DI DIO” 

E’ POSSIBILE AIUTARE SIMONE E LA SUA FAMIGLIA CON QUALSIASI CIFRA, OPERANDO UN BONIFICO A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE :

BANCA CARILO – FILIALE DI RECANATI  – IBAN: IT 19 I061 9569 1300 0000 0002 705

CAUSALE: AIUTI PER SIMONE

Per tutte le informazioni dettagliate e per associarsi alla ONLUS : Marco Ottaviani, m.ottaviani@ottaviani.com

Chiedo a tutti coloro che potrebbero avere piacere di aiutare questo bimbo di diffondere il più possibile questo appello e di contribuire con qualsiasi somme, se pur minima, perché solo con l’aiuto di più persone possibili Simone potrà riconquistare il diritto ad una vita serena e alla sua identità.

4 comments for “Quando una tragedia ti cambia la vita: aiutiamo il piccolo Simone

  1. Elisa
    13 Settembre 2019 at 16:29

    Io sono mamma di un bimbo che si è ustionato col fuoco, viso e petto… Al Meyer a Firenze ci seguono continuamente e i trattamenti, come ad esempio la maschera in silicone, sono gratuiti. Anche i prossimi interventi di chirurgia plastica saranno gratuiti.. Provate a sentire, sono molto professionali, e competenti… Sono vicina a questa famiglia..

  2. 21 Novembre 2013 at 18:52

    Scusate, non appare il link…
    ttp://www.centroconsumatori.tn.it/145d686.html

  3. 21 Novembre 2013 at 18:50

    Buonasera! Massima solidarietà alla famiglia di questo bambino, perchè certi incidenti possono capitare a tutti noi!
    Non so se i genitori sanno che si può chiedere il rimborso alla ASL per interventi all’estero di altissima specializzazione, facendoselo prima autorizzare.

    “1) Per le cure di altissima specializzazione se il cittadino non può ottenere tempestivamente adeguate prestazioni sanitarie nelle strutture nazionali, può presentare domanda di autorizzazione all’ASL per effettuare l’intervento all’estero (allegando la relazione di un medico specialista, il quale dichiari che l’assistito non può essere curato in Italia e che indichi presso quale centro estero si effettueranno le cure). In caso di accoglimento della domanda, se la struttura estera è privata, l’ASL rilascia autorizzazione scritta all’interessato che dovrà anticipare le spese autorizzare, per le quali potrà chiedere il rimborso alla propria ASL al rientro in Italia (su presentazione della documentazione necessaria); se la struttura è pubblica o privata convenzionata, l’ASL provvede a rilasciare un formulario E 112 (se per uno Stato comunitario) o un formulario analogo (se si tratta di uno Stato convenzionato) e l’assistenza viene erogata in forma gratuita.

    2) Nel caso in cui il cittadino voglia usufruire di una prestazione sanitaria diretta all’estero senza preventiva autorizzazione, allo stesso potrà essere rimborsata solo una somma forfettaria minima e solo nel caso in cui si sia trattato di un ricovero vero e proprio e non quindi di una prestazione ambulatoriale (es. cura dentistica o day-hospital).”

    • 22 Novembre 2013 at 07:15

      Grazie delle informazioni: sembra che i genitori di Simone abbiano già tentato, ma pare che questa situazione non rientri nella casistica segnalata perché gli interventi per l’ustionato vengono considerati di natura estetica.

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