La motivazione a chiedere aiuto nelle coppie, è molto cresciuta negli ultimi anni e questo è un segnale non solo che marca la percezione crescente di difficoltà nel vivere in coppia, ma anche il desiderio di uscire insieme dalla crisi. L’area delle  crisi di coppia è mossa dai più diversi motivi, tradimenti, lontananza fisica o emotiva dei partner, educazione incongruente dei figli, problemi legati ai rapporti con le famiglie di origine, etc. ma ognuno con la stesso timore:”questo è o non è il segnale della fine di una relazione?”.

Il significato della parola Crisi contiene in se la ricetta per la guarigione perché significa appunto perdita di un equilibrio per trovarne uno nuovo, un’opportunità di cambiamento senza dirci necessariamente quale. La  ricerca va diretta nei desideri e bisogni dei partner, nelle risorse della coppia, nelle modalità della crisi e del disagio percepito.

Una coppia, lungo il suo cammino di crescita, affronta numerose situazioni critiche, a volte di moderata entità (es. la scelta di cambiare casa, la divisione dei compiti domestici, il progetto di una vacanza, la richiesta di maggiori/minori attenzioni da parte del partner etc.) altre più profonde e impegnative (es. la scelta del matrimonio, di avere un figlio, un tradimento, una malattia, etc.) tanto da richiedere un cambiamento significativo dei partner e della coppia.

Le prime, sono momenti critici piuttosto che crisi vere e proprie, frequenti e necessarie alla costruzione, mattone su mattone, di una vita in comune. Hanno il compito di insegnare ai
partner a condividere le difficoltà, a trovare risorse e strategie per sciogliere i conflitti, a raggiungere un obiettivo comune partendo da punti di vista diversi, ad accettare e rispettare l’altro nelle sue capacità, limiti e differenze e soprattutto preparano la coppia a sostenere momenti di crescita più impegnativi. Di solito, la coppia, non si preoccupa troppo di queste
situazioni ma le affronta e risolve efficacemente con le proprie risorse. In altri casi, i partner credono di aver risolto il problema mentre in realtà hanno solo trovato un modo comune per non affrontarlo. E’ il caso per esempio, di una coppia che discute su una questione poi, non trovando soluzione, si allontana per qualche giorno evitandosi il più possibile e una volta esaurita la tensione, si avvicina di nuovo, senza riprendere il discorso interrotto in precedenza. Ecco, allora che questa coppia si ritroverà ben presto a ridiscutere su quel tema ancora non risolto e su altri che nel frattempo avrà incontrato e conflitto su conflitto giunge ad una crisi vera e propria tanto da mettere in discussione la relazione stessa. A questo punto i partner non trovano più le risorse per dipanare l’intreccio creato e quindi scelgono di farsi aiutare da un esperto esterno alla coppia oppure di separarsi o ancora di vivere in continuo conflitto.

Le seconde, sono le crisi con la “C” maiuscola non tanto per la gravità dell’evento ma per i cambiamenti che ne conseguono. Infatti, queste crisi spingono la coppia a fare un salto verso il
gradino successivo della scala evolutiva con una conseguente riorganizzazione della vita relazionale e personale. Si pensi ad esempio alla nascita di un bambino e ai cambiamenti che questa porta con se oppure alla perdita di una persona cara sono eventi tanto diversi, ma entrambi di forte impatto emotivo. La coppia collaudata, che ha affrontato e risolto numerose situazioni critiche attiva tutte le risorse necessarie a contenere le emozioni e a trovare le modalità opportune per vivere il cambiamento. Altre coppie, invece, di fronte alla crisi si troveranno in difficoltà per tanti motivi diversi. Per esempio perché sono “giovani” e hanno poca esperienza di vita insieme oppure perché i partner non riescono a condividere i loro vissuti e si allontanano piuttosto che avvicinarsi oppure perché non riescono a comunicare, ascoltarsi e a comprendersi sufficientemente o per altri motivi ancora. La coppia, comunque, tende ad assestarsi, a trovare un nuovo equilibrio seppur non soddisfacente perché costruito sulle incomprensioni, sui vuoti e magari anche sul rancore. Questo moto di soddisfazione precaria anche se appare sopito in realtà persiste e tende a riemergere, successivamente, in una nuova crisi. La coppia è di nuovo di fronte ad una scelta: separarsi, vivere in continuo conflitto o farsi aiutare.

Come abbiamo visto ogni situazione critica e ogni crisi rappresentano un’opportunità; di crescita e di maggiore benessere se affrontate con efficacia; di rottura e separazione se non sostenibili dai partner o dalla coppia. Per fortuna, però, la vita non è una formula matematica per questo può accadere che una coppia che rischia la rottura trovi in un evento, un incontro, una riflessione una chiave di lettura nuova ai suoi problemi e l’aiuti a cambiare.

dott.ssa Maria Antognozzi

***************

La dott.ssa Maria Antognozzi, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, dispone di un suo spazio on line, all’interno del Club delle Mamme di Macerata e Fermo, per dare supporto e consulenze alle mamme e ai papà (o futuri tali) che seguono il sito e che vorranno rivolgersi a lei: SOSTEGNO PSICOLOGICO