Parto in casa nelle Marche

Recentemente salito agli onori della cronaca, perché eseguito senza le dovute precauzioni, il parto in casa è una scelta di molte marchigiane.

Esistono specifiche normative che regolano il parto in casa, che prevedono dettagliate indicazioni sull’assistenza e le modalità di pratica.

Le Marche sono tra le regioni italiane che hanno varato leggi apposite per il parto a domicilio.

Il parto in casa è disciplinato dalla Legge regionale 27 luglio 1998, n. 22: “Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato”.

Questa norma è stata poi modificata dalla LEGGE REGIONALE 05 febbraio 2008, n. 2.

Si specifica che è previsto un rimborso spese di euro 1.200,00 e il costo complessivo del parto si aggira sui 2000 euro circa.

Per poter partorire in casa è necessario assolutamente avere una adeguata assistenza specializzata prima, durante e dopo il parto.

Si tratta quindi di rivolgersi o a personale di una struttura pubblica o privato, adeguatamente titolato e formato.

NON E’ POSSIBILE PARTORIRE IN CASA SENZA ASSISTENZA.

E’ fondamentale che la donna sia in buona salute, che abbia vissuto una gravidanza con decorso fisiologico e che il bambino sia sano.

L’Ospedale, che viene allertato al momento dell’inizio del travaglio, non deve essere lontano più di 30/40 minuti dalla casa della partoriente.

Solo donne in buona salute e a fine gravidanza possono usufruire del parto a domicilio.

Il travaglio dovrà insorgere spontaneamente tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione come indicato dall’ OMS, con il bambino in posizione cefalica.

Il parto a domicilio è sconsigliato nei casi di:

– Patologia materna che controindica il travaglio di parto e il parto

– Aver già avuto un Taglio Cesareo e un’ isterotomia cioè ogni intervento che abbia inciso l’endometrio.

– Cardiopatie a rischio di scompenso, gestosi pre eclamptica,

–  Trombosi venosa profonda, epilessia, diabete o altre gravi patologie materne

– Presenza di patologia fetale nota: grave iposviluppo o macrosomia ovvero biometria fetale attesa inferiore al 10* percentile o maggiore del 95°,

–  Malformazioni fetali che necessitano di assistenza specialistica alla nascita, isoimmunizzazione Rh

–  Gravidanza gemellare

– Aver effettuato  altri 5 parti

– Emoglobina 1000cc. e /o necessità di trasfusioni e/o secondamento manuale e/o grave shock)

– Diagnosi ecografica di placenta bilobata.

– In caso di placenta previa nel 2°trimestre poi risalita richiedere una eco transvaginale per escludere la presenza di vasi previ

 

Fonti e ulteriori informazioni:

http://www.nascereacasa.it/domande-sul-parto-in-casa/

http://download.repubblica.it/pdf/2016/salute/linee_guida_parto.pdf

http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggirm/leggi/visualizza/vig/1256

 

Per conoscere i racconti di mamme marchigiane che hanno scelto il parto in casa:  http://www.mammemarchigiane.it/category/gravidanza/partodomicilio/  

donna che partorisce in casa parto in casa nelle Marche

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